Comunicato del Comitato TitengostrettoIl Comitato Titengostretto alla notizia dell’avvio di indagini da parte della Procura di Roma su presunte condotte corruttive connesse al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, esprime la ferma convinzione che quanto emerge renda ancora più urgente un ripensamento serio e responsabile sull’intera vicenda.Che ci fosse più di un esposto in più procure è fatto risaputo, uno anche a Reggio Calabria. Il Comitato Titengostretto ha sempre sostenuto che le scelte infrastrutturali di questa portata debbano essere motivate da evidenze, trasparenza e rispetto delle norme, non da narrazioni mediatiche o da annunci propagandistici.Le notizie odierne costituiscono una grave incrinatura della fiducia pubblica. È motivo di particolare riflessione, constatare che le rassicurazioni pubbliche, pronunciate con enfasi dal Ministro che ha maggiormente sponsorizzato l’opera — anche in occasione di una manifestazione a Messina presentata come espressione di legalità — risultino oggi se non smentite, quanto meno messe in dubbio da elementi che richiedono chiarimenti.Alla luce dei fatti, il Comitato Titengostretto chiede con fermezza: l’immediata sospensione di ogni erogazione di fondi destinata al progetto.
Auspica l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta per valutare le scelte politiche e amministrative che hanno portato alla promozione del progetto.
Priorità agli investimenti per i servizi essenziali in Calabria e Sicilia: sanità, istruzione, trasporti locali, manutenzione delle infrastrutture esistenti e politiche per lo sviluppo e la mobilità sostenibile.
Revoca di qualsiasi vincolo sulle aree di Calabria e Sicilia.
Villa San Giovanni in particolare non sia più ostaggio della minaccia dell’apertura dei cantieri e abbia piena titolarità sulla pianificazione urbanistica, a partire dal completamento e dalla valorizzazione del suo litorale.
Il Comitato Titengostretto ribadisce che la difesa del territorio e il progresso delle comunità non possono passare attraverso progetti che sottraggono risorse ai bisogni primari senza garanzie di efficacia, sostenibilità e legalità. È tempo di mettere fine a questa desolante e onerosa vicenda, è tempo di riportare al centro il bene comune delle popolazioni calabresi e siciliane finanziando opere razionali e realmente funzionali all’attraversamento dello Stretto di Messina e di interrompere pratiche che impoveriscono l’intero Paese.