Si è svolta in data odierna la visita del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e alla Città Metropolitana. Accompagnata dal Rettore Giuseppe Zimbalatti e dal parlamentare Francesco Cannizzaro, il Ministro ha annunciato l’imminente demolizione delle palazzine Ardis a San Brunello, un complesso di edifici mai completato e da tempo considerato un vero e proprio ecomostro.
La decisione rappresenta un primo, fondamentale passo verso la rigenerazione urbana del quartiere nord della città e dell’intero campus universitario, che lo scorso 11 maggio ha acquisito la proprietà dei quattro immobili originariamente destinati a diventare una residenza universitaria. Il Rettore Zimbalatti ha definito l’incompiuta come «una ferita da cancellare», confermando che l’ateneo ha già avviato un dialogo con Anas per la riqualificazione dell’intera area circostante il viadotto Annunziata.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’eventuale istituzione della Facoltà di Medicina a Reggio Calabria. Sul punto, il Ministro Bernini si è detta ottimista, inserendo la questione nel più ampio dibattito sul superamento del numero chiuso: «Quello della Facoltà di Medicina a Reggio Calabria è un tema importante. Sono da sempre favorevole all’ampliamento degli accessi: al mio insediamento i posti disponibili per gli aspiranti medici erano 10mila, li ho portati a 27mila e contiamo di raggiungere quota 30mila entro il 2027. Per me ogni forma di apertura è la benvenuta. Sarà tuttavia necessario valutare la reale domanda e le specificità del territorio, tenendo conto che anche gli atenei di Catanzaro e Cosenza stanno consolidando la propria offerta in ambito medico».
In conclusione, il Ministro ha sottolineato il ruolo strategico dell’ateneo reggino: «Reggio Calabria non è un confine, ma una porta aperta sul Mediterraneo. L’Università Mediterranea sta creando i presupposti non solo per attrarre studenti dall’estero, ma anche per favorire il rientro dei giovani italiani che hanno maturato esperienze fuori e che dobbiamo incentivare a tornare. Garantire un’offerta formativa di alta qualità e realizzare infrastrutture adeguate è la formula vincente per valorizzare al meglio il capitale umano e tecnologico del Paese».