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Viola, calma apparente sul fronte societario. E coach Mecacci saluta: «Spero sia solo un arrivederci. Certi amori non finiscono»

Written by on 4 Giugno 2019

Tutto fermo a giovedì scorso. O quasi. La ripartenza del basket in neroarancio ha subito un’altra battuta d’arresto: il week-end non è stato foriero di (altre) buone notizie dopo l’impennata di ottimismo diffusa via etere proprio a nostri microfoni da via Vitorchiano, sede della Fip, in seguito all’incontro tra Gianni Petrucci, numero uno della FerderBasket, Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria e Fabio De Lillo, rappresentante dell’imprenditore Luca Gallo.

Gli sviluppi.

Nessuna smentita, sino ad oggi, da parte dell’entourage di Gallo, circa l’interesse del presidente della Reggina Calcio nel dare un nuovo corso societario alla Viola, ma neanche nessuna conferma. Dopo giorni di stasi, stamane a Palazzo San Giorgio si è tenuto un nuovo appuntamento tra le parti: attorno al tavolo c’erano il delegato allo Sport, Gianni Latella, assieme al primo cittadino e al presidente della Fip Calabria, Paolo Surace. Convitato di pietra proprio De Lillo (che – secondo alcuni rumors – sembrerebbe dover rientrare dalle vacanze nella giornata di domani), sulla cui presenza erano circolate diverse indiscrezioni, però categoricamente smentite da fonti comunali. Oggetto dell’incontro odierno è stato l’iter necessario per “riottenere” la serie B.

Gli scenari.

Le strade, come premesso dal sindaco, sono due: la prima è “politica” con la concessione da parte della Fip di una wild card, ossia la possibilità di iscrivere al campionato un club di Reggio Calabria (e che si chiami Viola) attraverso una newco, ossia una società nuova che non sarebbe obbligata a pagare i debiti sportivi pregressi. La seconda strada è quella dell’acquisizione di un titolo sportivo, grazie alla nuova norma introdotta dal Consiglio federale dello scorso 10 maggio.
Attenzione (e questo vale per i puristi del tifo): non si tratta di un trasferimento di sede a Reggio Calabria (come successo con Gragnano nel 2009), ma di acquisire un diritto sportivo da “appoggiare” su un codice fip già esistente (magari operante proprio nella Città dello Stretto). Anche in questo caso, i debiti sportivi rimangono in capo alla vecchia società – alias Andrea Gotti – in virtù di quanto normato dalle Doa che consentono l’acquisizione di diritti sportivi per le Città capoluogo di provincia (quindi differentemente con quanto successo l’anno scorso a Barcellona Pozzo di Gotto) anche dove esistono delle situazioni di indebitamento (di altre società) verso i tesserati.

Certo le “bandiere bianche” di quest’oggi, sventolate da Scauri e Jesi, lasciano intravedere ampi spazi di manovra, ma qualche dubbio rimane: qual è la posizione di Gallo? Chi farà parte del suo progetto? Quali sono i tempi dell’operazione? Su tutto questo, al momento, è calato un rigido silenzio stampa.

L’arrivederci.

Di certo non farà parte del nuovo progetto Matteo Mecacci. Le strade dell’allenatore toscano e del club neroarancio, dopo una stagione unica nel suo genere, si separano. Almeno per adesso. «Mi auguro che questo sia solo un arrivederci; continuerò a frequentare Reggio Calabria e, con il giusto tempo, ci prenderò casa perché questa Città mi è entrata dentro le vene. Professionalmente, chissà… non sarei il primo coach a ritornare», ci dice tra il serio e il faceto – in esclusiva – ai microfoni di Federico Minniti durante il consueto appuntamento con Break in Sport sulle frequenze di Antenna Febea.

L’offerta di Cento. «Non nascondo che ho cercato di vedere cosa succedeva a Reggio Calabria. Detto questo, mi ritengo fortunato perché continua il mio “pellegrinaggio” nelle piazze storiche della pallacanestro di cui anche Cento fa parte in modo autorevole. Si tratta di una realtà consolidata, i dirigenti hanno un grande senso di rivalsa: l’obiettivo dichiarato è quello della vittoria del campionato. Questo, probabilmente, è stata lo stimolo che mi ha convinto a firmare: la loro voglia di riscatto unita alla mia incazzatura permanente rispetto all’epilogo con la Viola. Affronteremo un campionato sicuramente difficile, ma che mi auguro ci vedrà con un ruolo di protagonisti assoluti».

Il progetto di Gallo. «Spero vivamente di non dover rinviare la passeggiata dall’Arena dello Stretto a Gambarie d’Aspromonte. Ai tuoi microfoni ho detto: “Se Gallo prende la Viola” e non “se Matteo Mecacci allena la Viola l’anno prossimo”. Per cui, una volta ufficializzata la nuova fase, sarà mia premura rispettare la promessa che ho fatto.
Questo perché mi auguro vivamente che questo progetto si concretizzi per dare quello che realmente merita la tifoseria. Ossia: stabilità e prospettive per tornare il più presto possibile ai palcoscenici che competono a questa meravigliosa Città. Posso fare una riflessione sulla situazione attuale, da tifoso della Viola, sperando che non si perda ulteriore tempo: ogni giorno passato è uno in meno verso delle scadenze che non sono poi così lontane».

L’anno che è stato. «Quello che abbiamo vissuto quest’anno insieme non si cancella, mi rimane una ferita aperta. Sotto il profilo umano si sono creati dei rapporti di stima, di affetto e di amicizia e questi sono i ricordi che mi porterò dentro il mio cuore. I risultati sul campo testimoniano la bontà del lavoro fatto da squadra e staff tecnico col rammarico di non aver potuto perdere o vincere sul campo i play-off. Dal punto di vista professionale è stata una grande palestra di vita. È stata un’annata straordinaria: prima siamo stati soli, poi siamo stati accompagnati da gente che ci teneva come i tifosi che amano visceralmente la Viola, e, infine, ci siamo ritrovati con persone poco raccomandabili di cui, però, in questo momento non ho nemmeno voglia di parlarne».

L’auspicio per Reggio. «L’abbraccio virtuale che mando ai tifosi reggini è immenso, ma sono sicuro che non può bastare per testimoniare l’affetto che provo per ciascuno di loro. Ho un auspicio: la società spero riesca a tornare a essere credibile agli occhi del panorama cestistico nazionale. Poi, permettetemi, di essere egoista: spero sia solo un arrivederci anche lavorativamente parlando. Sicuramente ho molto meno curriculum rispetto ai miei predecessori, ma mi auguro che come qualcuno di loro, anche io potrò avere la fortuna e l’onore di poter tornare alla Viola. Perché, come dice Venditti, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”».

Ecco l’intervista integrale:


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