Quale futuro per la Viola? Scenari e urgenze in attesa dell’esito del nuovo ricorso che è stato discusso oggi

Scritto dail 15 Maggio 2019

di Federico Minniti – Stamattina alle 11 è stato discusso, presso la sede nazionale della Fip, il ricorso ordinario della Viola Reggio Calabria avverso all’esclusione dal campionato di serie B. Da quanto trapela, la decisione della Corte federale dovrebbe giungere in pochissimo tempo (si parla di giorni): si entrerà nel merito della penalizzazione con i legali della Mood Project pronti a dimostrare la validità del pagamento effettuato per l’ultima rata Nas (sul ricorso d’urgenza ancora non sono stati pubblicate le motivazioni di inammissibilità dalla FederBasket). L’obiettivo dichiarato è quello di ribaltare il provvedimento di radiazione ritenuto «abnorme», come confermano fonti societarie. Nel frattempo, Alessandro Menniti è tornato in riva allo Stretto e, nelle prossime ore, inizierà i confronti individuali con i tesserati o con i loro procuratori rispetto agli stipendi arretrati.

Facendo un passo indietro, durante la puntata di ieri, martedì 14 maggio, oltra al sindaco Falcomatà (clicca quì per approfondire) sono intervenuti a Break in Sport anche i colleghi, Nino Romeo di ReggioaCanestro e Ugo La Camera di Leggende Amaranto con i quali si è discusso del presente e del futuro (possibile) della Viola Reggio Calabria. Un bel confronto dialettico dal quale sono usciti due punti di vista che sottoponiamo ai nostri followers.

Romeo (ReggioaCanestro): «Se c’è un progetto, questo deve ripartire dal basso. Mettiamo da parte la categoria, serie B o serie A non conta. C’è una dura verità da affrontare: i debiti attuali non posso essere “pareggiati” con i possibili introiti. Purtroppo credo che l’attuale proprietà non potrà far fronte a tutta questa esposizione debitoria. La strada, quindi, è ripartire con un percorso giovanile magari coinvolgendo la storia del club, ossia il Giudice Viola e gli uomini a lui più vicini».

La Camera (Leggende Amaranto): «Torna di moda l’idea della polisportiva con la Reggina: la chiave di volta sono certamente gli impianti, PalaCalafiore e Pianeta Viola con quest’ultima struttura davvero molto appetibile per eventuali investitori. Ci potrebbe essere un Mister X tra i contatti del primo cittadino. Al netto di tutto, probabilmente, ci vorrebbe più attenzione verso la Scuola Basket Viola che è il grande patrimonio tecnico della pallacanestro reggina: senza competenza e coperture economiche il rischio è replicare gli errori di quest’anno».

Gli scenari. Un romanzo le cui trame sono estremamente intrecciate. Gli scenari plausibili, al momento (almeno quelli noti attraverso delle esternazioni pubbliche, ndr) sono due:

  • Mood Project. L’attuale proprietà ha avanzato un nuovo ricorso – in via ordinaria – in Fip sull’esclusione del club dalla serie B. Verosimilmente l’obiettivo dei legali è quello di cancellare la radiazione. Un fatto non di poco conto. Accanto alla querelle procedurale, Alessandro Menniti – direttore commerciale della società lombarda – ha dichiarato la pronta disponibilità a discutere sul rateizzo dei pagamenti degli stipendi arretrati. Vincendo il ricorso, la Viola resterebbe in B e con un budget – sempre annunciato da Menniti  – di 250mila euro per la prossima stagione. Dalla sua, inoltre, il club potrebbe avvalersi di uomini che conoscono la “galassia-pallacanestro” (c’è l’accordo con Gaetano Condello?) e muoversi per tempo per aggiungere altre sponsorizzazioni necessarie. Dovrebbe comunque gestire la mole debitoria delle passate stagioni oltre che la scottante esclusione dai play-off in corsa;
  • Proposta Comune. Nel frattempo ieri – dalle nostre frequenze – è arrivato il passo in avanti da parte del sindaco Giuseppe Falcomatà che ha chiamato all’appello delle nuove forze imprenditoriali per far ripartire un corso societario ex novo. Ci saranno dei «paperoni» pronti a investire? O si costituirà una cordata “dal basso”? Comunque si tratta di una tesi che dovrà attendere il giudizio federale sul “contro-ricorso” e che – qualora questo andasse male – dovrebbe, a stretto giro di posta, provare a interloquire per l’eventuale acquisto di un titolo sportivo di B. Una vera e propria corsa contro il tempo con l’aggiunta che in questo momento mancherebbe un tassello fondamentale nella strategia del primo cittadino, ossia un uomo di basket che conosca questo mondo e che sappia guidare il manipolo di imprenditori e cittadini che risponderebbero positivamente a questo appello (sempre se ce ne siano).

Le urgenze. Certamente, non vanno persi di vista alcuni passaggi “obbligatori” per tenere in piedi la possibilità di iscrivere il club alla prossima serie B. Il primo, inderogabile, è quello di ottenere le liberatorie da tutti i tesserati per la stagione 2019/2020. Un fatto tutt’altro che semplice poiché, a oggi, sembrerebbero saldati poco più di due mensilità (più qualche acconto) su 10 per i giocatori, mentre solo una per lo staff tecnico. Ovviamente questo piano, con conseguente rateizzo, tocca all’attuale proprietà: anche in una logica di “passaggio del testimone”, pertanto, occorrerebbe mitigare i rapporti in essere. Accanto, quindi, ai pagamenti degli stipendi ci sarebbe da re-integrare la fideiussione che è stata parzialmente escussa in precedenza. E, infine, qualora il nuovo ricorso della Mood Project venisse rigettato nuovamente ci sarebbe la “caccia” al titolo di una società attualmente militante in serie B. Dalla Mood Project o da un altro soggetto, questo però non è dato a sapersi.

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