#cittasotterranea – Mattanza – Presentazione Magnolia – 19 Febbraio 2019

Scritto dail 19 Febbraio 2019

 

È stato rilasciato poco meno di un mese fa il singolo Luna turca dei Mattanza, storico gruppo reggino
di world music.
Il brano, scritto da Mario Lo Cascio e che Mimmo Martino ha fortemente voluto integrare all’interno
del repertorio del gruppo, anticipa di un paio di mesi l’uscita del nuovo disco, Magnolia, prodotto da
Sveva Edizioni.
La sua realizzazione è anche il frutto della collaborazione con diversi musicisti vicini al progetto
Mattanza: tra gli altri, Giuseppe Cacciola, primo percussionista della Filarmonica del Teatro alla
Scala di Milano, Giacomo Farina, percussionista dei Kunsertu, e Pasquale Faucitano, che ha diretto
in questa occasione il quartetto d’archi dell’Orchestra del Teatro “Francesco Cilea” di Reggio
Calabria.
Luna turca è un brano che si allontana dalle più riconoscibili sonorità Mattanza: l’arrangiamento è
ricco di colori e sfumature, e sfrutta in modo assai ricercato gli strumenti della tradizione, mettendoli
a servizio del testo e dell’atmosfera che questo richiama. Il ritmo ipnotico della marimba, i colpi scuri
della pelle del bodhran, la linea persistente di basso evocano i colori magici e bruniti della notte,
assieme alla capacità incantatrice della luna. Gli archi, in particolare il violoncello, sono sospiro,
canto dell’anima, espressione in musica del legame tra la luna e la vita dell’uomo.
Ad accompagnare l’uscita del singolo, anche il relativo videoclip – per la regia di Claudio Martino e
Rosario Di Benedetto – a cui fa da cornice il suggestivo Teatro Andromeda di S. Stefano Quisquina
(AG).
Il video è disponibile sul canale YouTube Mattanza, all’indirizzo bit.ly/lunaturca, oltreché sulla
pagina Facebook facebook.com/mattanza.org e sul sito ufficiale www.mattanza.org

 

 

Bio
Da oltre vent’anni i Mattanza lavorano per tradurre la cultura letteraria del Mediterraneo in musica,
rinnovando una tradizione antichissima e dando così la possibilità alle nuove generazioni di
avvicinarla e conoscerla. Il loro è un lavoro costante e attento di ricerca e valorizzazione di testi
antichi rielaborati con sonorità originali, in una perfetta fusione di tradizione e modernità, nella
convinzione che «un popolo senza storia è come un albero senza radici: è destinato a
morire». La chitarra battente si intreccia allora al basso elettrico, le note di una lira
calabrese riecheggiano sui battiti di una darabuka, un riqq, un duff arabi: il risultato è un perfetto
connubio fra world music e tradizione popolare del Sud.
Mimmo Martino, fondatore, cantante e leader del gruppo, purtroppo prematuramente scomparso,
aveva scelto con cura i musicisti che voleva accanto a sé per sviluppare e diffondere questo importante
progetto di recupero delle tradizioni: Roberto Aricò (basso e contrabbasso); Gino Mattiani
(fisarmonica, tastiere, fiati popolari); Fabio Moragas (chitarra battente, chitarra classica); Mario Lo
Cascio (chitarre, lira calabrese); Claudio Paci (tamburi a cornice e percussioni), Emiliano Laganà
(batteria). Con la voce di Mimmo si intrecciava, quasi in un botta e risposta, quella di Rosamaria
Scopelliti, oggi voce leader della formazione


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