#cittàsotterranea – Erica Filocamo – 5 Giugno 2018

Scritto da on 5 giugno 2018

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Siciliana di nascita, si approccia presto al mondo dell’arte. Nasce infatti in una famiglia di musicisti, la sorella cantautrice il nonno chitarrista classico.Grazie alla passione per la poesia trasmessale dalla madre, a soli nove anni vince la prima medaglia in un concorso regionale con una poesia dal titolo “La mia famiglia”.
All’età di 13 anni perde la madre, evento che segnerà fortemente il carattere e la vita di Erica.
Inizia a studiare la musica solo a 18 anni quando decide di imparare a suonare il sax.

Tuttavia, pur avendo talento e capacità artistiche, le sue doti non vengono riconosciute né dai familiari né dalla piccola città natale.
Decide quindi di andare a vivere altrove e intraprende così gli studi di Architettura nella Facoltà di Reggio Calabria.
Durante gli anni trascorsi nella città Regina, frequenta il Laboratorio Teatrale “Le Nozze” dove entra in contatto con figure professionali come Il Professore Renato Nicolini e l’attrice Marilù Prati..
Qui si forma, e inizia il percorso teatrale, che andrà di pari passo allo studio della chitarra e all’inizio dell’esperienza da compositrice.
La passione per il canto la porta ad esibirsi nei locali Reggini e Calabri in genere.
Durante il periodo degli studi in “Costruzione e Gestione dell’Architettura”,  collabora spesso con la compagnia della Facoltà e viene scelta come protagonista per un cortometraggio (The revenge of the witches) dal regista emergente Francesco Cozzupoli, con il quale collaborerà anche in seguito.

Dato l’interesse per le discipline sportive (tennis, nuoto, palestra) nel novembre del 2011 consegue un Diploma come Fitness Trainer, studio che le servirà a migliorare il movimento fisico anche in scena.

Nell’estate del 2012, segnata dall’evento della scomparsa del regista e architetto Renato Nicolini, decide di dedicargli un brano inedito che verrà poi arrangiato dal musicista Fabio Valdemarin.
Nel 2013 il regista e attore Antonio Caracciolo, le affida il ruolo principale nello spettacolo teatrale “L’Orso” di Anton Čechov.
Nel marzo del 2015, consegue il titolo di Dottoressa in Costruzione e Gestione dell’architettura.
Nell’estate dello stesso anno, prende parte alla 5° esposizione di arti visive nella categoria “installazioni” e consegue la qualifica professionale di I.A.P.
Nella primavera del 2016 entra a far parte della compagnia “Spazio Teatro Europa 94” e prepara, nel ruolo di protagonista femminile, lo spettacolo “L’uomo senza mare” per la regia di Nico Nancle.

Nello stesso periodo frequenta il “Laboratorio d’Improvvisazione Scenica di Teatro e Movimento” presso la sede dell’Associazione Culturale “Compegnia delle Arti Visive”.

EDACE: NOTE (SCRITTE) SULLE NOTE (CANTATE)

Edace non è una storia.
Edace è altro: da sé, da me, da tutti.
Non racconta nulla, piuttosto evoca. Pensate a uno specchio che contiene il riflesso di un mondo. Ora pensate a quello specchio che va in frantumi. Contiene ancora quello stesso mondo, ma la sua narrazione non ha più una coerenza lineare, ma va afferrata in ognuno di quei suoi frammenti, col rischio che anche i sensi si possono tagliare e ferirsi, finendo col sanguinare…
Edace nasce dalla fascinazione di una voce. Una voce fuori dal tempo presente, perché antica, carica com’è, malgrado la giovane età, di vite piene di vita, tutte già colme di quella cosa misteriosa chiamata dolore.
Ecco cos’è la voce di Erica Filocamo, che qui compone, canta, recita, urla, ride e piange, indossando il corpo e l’anima di questa sua creatura. A me il compito di cucirglieli addosso, quel corpo e quell’anima, come un sarto maldestro che cerca di mettere assieme pezzi di vita, scoprendo perturbanti similitudini.
Edace non è una storia, ma proprio in virtù di questa consapevolezza fa finire dentro le sue parole, la sua musica e il suo canto anche un pezzo della tua storia.
Perché se guardi bene, in quello specchio rotto, anche solo per un istante, puoi vederci il riflesso livido e tagliente della tua stessa vita.

di Domenico Loddo


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